Il mercato dei giochi online sarà aperto alla concorrenza il 1° gennaio 2010 che si conforma così al diritto europeo. Ma i francesi non hanno aspettato di essere in accordo
con l'Europa né di avere un decreto di legge per giocare online. In effetti si valuta ai 25.000 siti di giochi su Internet che sono in attività non controllata il cui un quarto è in lingua
francese.
Molti miliardi di euro sfuggono così alle tasse.Il decreto di legge atteso per 1° gennaio 2010 prevede di porre fine ai monopoli attuali della UGP e della Française des jeux come pure dei casinò
sulle scommesse sportive, le scommesse ippiche ed il poker. Questo progetto di legge sull'apertura alla concorrenza ed alla regolazione del settore dei giochi a denaro e d'azzardo è stato
presentato al Consiglio dei Ministri il 25 marzo 2009 dal ministro del bilancio dei conti pubblici e del settore pubblico. Sarà studiata al Parlamento nei prossimi giorni, la data non è ancora
conosciuta. Questa legge è molto attesa dai professionisti dei giochi online. Mira ad aprire in modo controllato i giochi a denaro su intenet. I prelievi fiscali saranno pari al 7,5% delle
puntate e sulle scommesse ippiche e sportive ed il 2% sul poker. Una parte di quest'entrate sarà dedicata alla lotta contro
la dipendenza ai giochi, al finanziamento dello sport dilettante e a quello del settore ippico ed alla preservazione del patrimonio.
Ma alcuni operatori hanno comunicato la loro insoddisfazione in particolare in occasione del congresso organizzato a Parigi il 5 maggio 2009. Auspicano che la tassa prevista del 7,5% sia
calcolata sul prodotto grezzo dei giochi che è la differenza tra le scommese ed i guadagni piuttosto che sul fatturato che sono tutte le scommesse. Rimettono anche in discussione il tasso di
ritorno ai giocatori che è previsto tra l’80 e l’85%. Le tasse sembrano troppo pesanti per un decollo rapido di questo mercato promettente. Desiderano dunque l'allineamento sulle tasse
italiane.
Secondo uno studio fatto, il mercato dei giochi a denaro online sarebbe di 3,4 miliardi di euro nel 2015 contro 1,17 miliardi di euro per il 2008 per la UGP, la Française des jeux e le puntate di
scommesse online.
I casino
che avevano già dovuto dimettersi a proibire i suoi luoghi detti “di facile utilizzo” ai fumatori (decreto del 15 novembre 2006 ed applicazione al 1° gennaio 2008), erano stati costretti ad
installare stanze fumatori negli spazi delle sale da gioco o anche dei terrazzi, cosa che aveva causato non soltanto una sistemazione importante ma anche un costo significativo. Appena un anno
dopo, i casino devono affrontare la crisi e tutte le sue conseguenze. Poiché di fronte al ribasso della frequenza del casino di Enghien, è stato necessario innovare organizzando sere a tema per
attirare un numero crescente di clienti, o anche fidelizzare la clientela organizzando un sistema di tessere fedeltà. Il sig. Boinet rimane tutto sommato confidente, poiché garantisce che il suo
casino giustifica una crescita di circa il 15% e questo lo mette allo stesso livello di quello che occupava nel 2007.
Se vi parlo del lavoro di croupier,
è per la semplice ragione che i giornali guadalupensi mettono davanti nella colonna dei fatti diversi un fatto raro che si è prodotto recentemente al casinò del Gosier. Come qualsiasi casino, una
cassa forte protetta lontano dagli sguardi indiscreti somme colossali di banconote per fare funzionare i giochi di casinò e stabilimento.
In pieno mese d'agosto, i
casinò francesi hanno tirato un bilancio negativo per questo primo semestre 2008 la cui estate non ha salvato l'anno. I titolari di casinò vedono un nuovo fenomeno rivelatore del portafoglio
“vuoto” dei francesi: i giocatori che avevano per pratica di puntare 50 euro puntano ormai soltanto 20 euro. I francesi si stringono la cinghia e gli svaghi e casinò non sono salvati. Alcuni
casinò sono arrivati al punto da tirare la campana d'allarme e si chiedono precisazioni sugli eventuali licenziamenti da prevedere. La situazione è critica ed i casinò non sanno come uscire da
questa situazione pericolosa.